L’Iran ha avvertito direttamente la Romania che consentire agli Stati Uniti di utilizzare le proprie basi militari per operazioni indirizzate in Medio Oriente costituirebbe una “partecipazione a un’aggressione militare” e innescherebbe ripercussioni politiche e legali da parte di Teheran.
La dichiarazione è stata rilasciata ieri da Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, durante una conferenza stampa a Teheran. “Se la Romania mettesse le proprie basi a disposizione degli Stati Uniti, ciò equivarrebbe a partecipare a un’aggressione militare contro l’Iran”, ha dichiarato Baghaei.
Ha aggiunto che una simile mossa sarebbe “completamente inaccettabile” ai sensi del diritto internazionale, comporterebbe responsabilità internazionale per la Romania e lascerebbe “una macchia nera” nelle relazioni bilaterali tra Teheran e Bucarest. L’Iran risponderebbe “in modo adeguato e rapido, sia sul piano politico che legale”, ha avvertito.
L’avvertimento iraniano segue l’approvazione da parte della Romania, all’inizio di questo mese, di una richiesta statunitense per dispiegamenti militari temporanei. L’11 marzo il Consiglio Supremo di Difesa Nazionale (CSAT) e successivamente il Parlamento hanno autorizzato lo stazionamento di aeromobili americani per il rifornimento in volo, sistemi di sorveglianza, apparecchiature per comunicazioni satellitari e personale. Le risorse sono destinate principalmente alla base aerea di Mihail Kogălniceanu, sulla costa del Mar Nero, e a Câmpia Turzii, con alcune attrezzature collegate al sistema di difesa missilistica Aegis Ashore già esistente a Deveselu.
In una risposta immediata, il ministero degli Esteri romeno ha affermato in modo inequivocabile che “la Romania non è parte del conflitto in Medio Oriente”. Il ministero ha sottolineato che la sua priorità resta “l’impegno diplomatico per la de-escalation”.
Bucarest ha ribadito che tutta la cooperazione militare con gli Stati Uniti opera rigorosamente nel quadro dell’accordo bilaterale di accesso del 2006 e che le strutture e i sistemi sul territorio romeno – compresa la componente di difesa antimissilistica balistica della NATO – hanno esclusivamente finalità difensive, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite.
Il ministro della Difesa Radu Miruță ha descritto la dichiarazione iraniana come riferita unicamente a questioni politiche e legali, e non a una minaccia militare diretta, osservando che la maggiore presenza statunitense rafforza in realtà la sicurezza nazionale della Romania. Il presidente Nicușor Dan aveva in precedenza sottolineato lo stesso carattere difensivo dei dispiegamenti.
La Romania ha inoltre condannato gli attacchi dell’Iran contro gli Stati del Golfo, definendoli “ingiustificati” e pericolosi sia per la stabilità regionale sia per l’economia globale.
Lo scambio diplomatico illustra come il conflitto in corso tra Stati Uniti e Israele con l’Iran stia producendo effetti a catena sul fianco orientale della NATO. La Romania, partner strategico di lunga data degli Stati Uniti e Paese che ospita infrastrutture chiave americane e della NATO nella regione del Mar Nero, si trova ora a gestire la tensione tra gli impegni dell’alleanza e gli sforzi per evitare un coinvolgimento diretto nella crisi mediorientale.
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
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